Tourist itineraries of Rome

Villa Pamphili - Gianicolo - Villa Sciarra - Garden of oranges (4 hours)


Villa Pamphili
    Roma è una città che offre numerosi spazi verdi, e molte fra le più belle ville d'Europa. Villa Pamphili ad esempio vanta d'essere la più estesa villa romana, coi suoi 180 ettari di terreno che si estendono fra l'Aurelia Antica e la zona in cui sorge la basilica di San Pietro. Il nucleo originario fu realizzato nel Seicento dal nipote di Papa Innocenzo X, Camillo Pamphili. La zona fu scelta per la morfologia del territorio, molto gradevole e ricca d'acqua, e per la vicinanza con la Santa sede, con cui la Villa era collegata tramite un edificio, il Casino dell'Algardi, oggi sede della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Villa Pamphili è molto amata dai romani non solo per la bellezza incomparabile della natura, fra alberi secolari, un grazioso laghetto ed un panorama mozzafiato, ma anche per il coraggio con cui all'interno del complesso i Garibaldini nel 1849 affrontarono le truppe di Napoleone invano.
    La villa si divide in tre parti: il palazzo e i giardini (pars urbana), la pineta (pars fructuaria) e la tenuta agricola (pars rustica). Entrando da Porta San Pancrazio, troviamo l'Arco dei Quattro Venti, opera di Andrea Busiri Vici; percorrendo la strada arriviamo al Piazzale dei Ragazzi, dove sorge la meravigliosa Palazzina Corsini, l'edificio attaccato da Napoleone ora divenuto biblioteca e sede di numerose manifestazioni artistiche. Il panorama da qui da direttamente sulla Valle dei Daini, una graziosa oasi naturalistica. Percorrendo Viale Del Maglio troviamo il Casino Bel Respiro, dove anticamente si svolgevano tutte le attività ludiche, le manifestazioni, le riunioni e le feste. All'interno conservava meravigliosi arredi e collezioni artistiche. Questo edificio è collegato da una scalinata con i Giardini del Teatro, che ospitano la famosa Cappella Doria Pamphili, l'edificio più giovane del Parco, costruito nel 1896 su progetto dell'architetto Odoardo Collamarini.
    Percorrendo la Pineta, si raggiunge la suggestiva Fontana del Giglio, costruita dall'Algardi nel XVII secolo completamente in pietra, a forma di fiore, coi suoi splendidi giochi d'acqua che, dopo tre salti, confluiscono nelle acque del Laghetto del Belvedere, pittoresca conca d'acqua naturale che gode di ben tre punti strategici per godere del panorama.
    Tornando indietro in direzione dell'Aurelia Antica potrete ammirare i resti dell'acquedotto Traiano-Paolo e la costruzione più antica della Villa, risalente al 1644, detta "Villa Antica", sede del Museo Pamphili. Una curiosità: c'è un punto dell'acquedotto che scavalca la via attraverso un arco, detto "tiradiavoli", dove anticamente si narra che passasse una carrozza guidata da diavoli con il fantasma di Olimpia Maidalchini, conosciuta come la "Pimpaccia". Era la cognata di Papa Innocenzo III, odiatissima dal popolo romano per la sua crudeltà e per i suoi vizi. E' conosciuta anche per aver deciso di non collocare la Fontana delle Lumache del Bernini nella zona della Villa antistante a Piazza Navona, al posto della quale fu inserita poi la famosa Fontana del Moro. Uscendo da Porta San Pancrazio, e procedendo per Piazzale Aurelio, troviamo l'inizio della celebre Passeggiata del Gianicolo.

Gianicolo
    Il Gianicolo è un colle romano, anche se non rientra nella lista dei sette colli tradizionali. Sorge alla base del rione storico di Trastevere, mentre ad occidente costituisce la parte più vecchia del quartiere di Monteverde. Il nome del colle secondo la tradizione deriverebbe dal dio Giano, che qui secondo la leggenda fondò un centro abitato dal nome di Ianiculum. Situato anticamente in territorio etrusco, fu poi annesso ai territori romani da Anco Marzio. Solo nel XVII secolo il colle fu incluso nelle mura di Urbano VIII, chiamate appunto anche mura gianicolensi.
    La famosa e suggestiva Passeggiata fu realizzata nel 1880, dedicata a Giuseppe Garibaldi, il celebre condottiero che lottò per l'unità d'Italia proprio in questa parte della città. Nel Piazzale omonimo possiamo infatti ammirare la statua equestre a lui dedicata. Il monumento fu progettato da Emilio Gallori, e inaugurato nel 1895; la statua di Anita, coraggiosa compagna del condottiero, è opera di Mario Rutelli del 1932: nel piedistallo furono poste anche le sue ceneri. Molto suggestivi anche gli 80 busti che raffigurano gli eroi garibaldini.
    Inoltre, dal 1904, fu collocato nel piazzale al di sotto della statua garibaldina un cannone austro-ungarico (che prima si trovava a Castel S. Angelo), che spara a salve a mezzogiorno in punto, ogni giorno della settimana. La cannonata fu introdotta da Papa Pio IX nel 1847, per dare un orario standard alle varie chiese di Roma per suonare le campane. Durante le guerre mondiali la cannonata fu interrotta, e riprese soltanto nel 1959.
    Qui sul colle sorge anche l'antica Basilica di San Pancrazio, poco distante da Villa Pamphili. Fu costruita da Papa Simmaco nel 498 nel luogo in cui fu sepolto il martire Pancrazio ai tempi di Diocleziano. Sotto l'austero edificio si trovano delle importanti catacombe, mentre all'interno si conservano dei pregevoli affreschi del pittore Antonio Tempesta.
    Sulla cima del colle, immerso nel verde degli arbusti, troviamo anche il Faro, progettato da Manfredo Manfredi nei primi del Novecento, dono degli emigrati italiani in Argentina. Anticamente la notte produceva un fascio di luce verde bianca e rossa. Di fronte alla terrazza del Faro si affaccia il Carcere di Regina Coeli, così chiamato perché in passato era un convento: a causa della distanza dalle finestre di soli 10 metri, spesso quest'area era utilizzata dai parenti dei prigionieri per comunicare con loro attraverso grida.
    Lungo Via Dandolo, troviamo invece i resti di un santuario Isiaco, in onore della Dea egizia Iside, venerata anche a Roma come dea della fertilità.
    Il Gianicolo non è però soltanto un luogo della memoria e della guerra che tristemente coinvolse Roma: è anche una caratteristica occasione di svago, fra il verde della natura, i luoghi di ristoro, e l'indescrivibile panorama rinomato in tutto il mondo che offre al visitatore, che si affaccia direttamente sulla zona più caratteristica del centro di Roma.
Per i piccini inoltre sorge nella piazza il Teatrino di Pulcinella, un divertente spettacolo di marionette antiche che si svolge ogni mattina, dalle 10 alle 13; e ogni pomeriggio (ad eccezione del sabato e della domenica), dalle 16 alle 19.
    Per gli appassionati di botanica, è consigliata una visita all'Orto botanico, antico terreno adibito a coltivazione di piante medicinali fin dai tempi di Papa Niccolò III, nel XIII secolo. Vi troverete più di 3500 specie, fra cui un platano secolare, una particolare collezione di bambù (fra le più importanti d'Europa) ed un Giardino degli Aromi, caratterizzato da piante particolarmente odorose, concepito per i non-vedenti.

Villa Sciarra
    Percorrendo Via Calandrelli dalle imponenti Mura Gianicolensi, troviamo l'ingresso di Villa Sciarra. Fin dall'antichità questa zona era occupata da orti: si crede che qui esistesse un bosco sacro della ninfa Furrina, e che nel 121 a.C. Gaio Gracco si fece uccidere da Filocrate, dopo esser fuggito dall'Aventino. La zona fu poi territorio annesso agli Horti Caesaris (gli orti di Cesare). Il Parco è un vero e proprio eden naturalistico, immerso nel verde ed attorniato da meravigliose fontane ornamentali. Fu grazie ai coniugi Wurtz, ultimi proprietari dell'edificio, che tutta la bellezza di questa villa si è conservata fino a noi, osannata anche dal famoso poeta Gabriele D'Annunzio, che la scelse come ambientazione del suo romanzo, "Il Piacere". Da vedere la Fontana dei Faunetti, del XVIII secolo, costituita da due vasche unite ad una parete rocciosa, con fauni che giocano con una capretta; la magnifica Fontana dei Fauni, di impronta chiaramente lombarda; e la palazzina, con una facciata a tre archi sovrastata da una torre panoramica, ornata da numerose sculture lungo i lati.
    Prorpio davanti all'edificio troviamo la Fontana delle Passioni Umane o Fontana dei Vizi, in marmo di travertino, con quattro sfingi che rappresentano le passioni umane. Un'altra fontana davvero pregevole, simbolo del potere dei Visconti, è la Fontana dei Putti o del Biscione, dove numerosi putti si tendono le mani danzando fra il biscione ed i delfini. Da non perdere.

Giardino degli Aranci

    Oltrepassato il Tevere e proseguendo verso Lungotevere Aventino, troviamo sulla destra il Clivo di Rocca Savelli, una monumentale scalinata che permette di raggiungere il piccolo Giardino degli Aranci, costruito nel luogo dove, nel Medioevo, sorgeva la fortezza della potente famiglia Savelli. Il nome del Parco deriverebbe dalle numerose piante di agrumi all'interno, impiantate nel 1932 in ricordo del primo arancio spagnolo portato a Roma da San Domenico nel 1220. Il primo arancio collocato nel Monastero di Santa Sabina, sarebbe miracolosamente ancora lì: si può scorgere da un piccolo foro nel cancello dell'entrata.
    Il giardino fu realizzato dall'architetto Raffaele de Vico, incaricato di costruire un luogo dal panorama incantevole. L'area fu così creata su di un asse simmetrico, all'ingresso della quale fu inserita la caratteristica fontana, con un'antica vasca termale in granito ed il noto "Mascherone" marmoreo, raccolto in una conchiglia, che fino al 1816 era stato incastonato in una Fontana di Giacomo Della Porta, poi demolita. Meravigliosa l'atmosfera che si crea dalla vista in lontananza della città eterna, e l'inebriante profumo di agrumi che si mescola con la brezza mattutina.

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